PRESENTI A SAMUEXPO 2022 CON TRY THE METAVERSE E FUORI EXPO

LEF sarà presente anche quest’anno alla fiera internazionale del settore manifatturiero Samu Expo, dal 31 marzo al 2 aprile a Pordenone, e per l’occasione abbiamo organizzato diverse iniziative: dal metaverso al Fuori Expo.

Nel dettaglio:

TRY THE METAVERSE

Tutti i giorni al Padiglione 8 Stand B06, si terranno delle sessioni di prova di Immersive Factory: laboratorio virtuale in cui persone distanti centinaia o migliaia di chilometri, connesse in live streaming, si spostano, conversano e, soprattutto, imparano metodi di ottimizzazione dei processi aziendali interagendo tramite realtà virtuale e aumentata (tecnologia powered by Mare Group). Il metaverso è un ambiente di lavoro ottimale in cui l’alto tasso collaborativo e l’unicità dell’ambiente marcano una differenza sostanziale rispetto al passato.

Presentata per la prima volta a Expo Dubai 2020, Immersive Factory, la formazione esperienziale in metaverso, potrà essere apprezzata e provata per la prima volta in Italia a Samu Expo.

Per prenotare la propria sessione dimostrativa: www.lef-digital.com/try-metaverse

FUORI EXPO

Le occasioni di incontro e confronto continueranno anche oltre l’area expo: Giovedì 31 marzo dalle ore 19:15 LEF in collaborazione con Fiera di Pordenone organizza un fuori salone Samu Expo che offrirà la possibilità di una visita all’Azienda-Modello più estesa e integrata al mondo per toccare con mano i vantaggi della trasformazione digitale in una realtà aziendale. È stato predisposto in questo senso un servizio navetta dalla Fiera.

Per visionare il programma della serata clicca qui. Si accede solo su prenotazione compilando il seguente form.

«LA TRANSIZIONE NON SCHIACCI I NOSTRI SISTEMI ECONOMICO-SOCIALI»

Sostenibilità per un futuro razionale, i timori di Confindustria Alto Adriatico sulle conseguenze di una trasformazione troppo rapida | LEF lancia, unica in Italia, il sustainability manager e l’ecosistema degli users

Pordenone, 1° marzo 2022 – «Come ha spiegato bene il ministro Cingolani, una guerra ci sta aiutando ulteriormente a comprendere, e con maggiore chiarezza, quanto problematico sia il ruolo dell’uomo dentro un sistema complesso come quello ambientale»: così il direttore generale di Confindustria Alto Adriatico, Massimiliano Ciarrocchi, al webinar promosso in LEF sulla sostenibilità per un futuro razionale, autorevole punto della situazione organizzato assieme a Unis&F che ha lambito anche tematiche di stretta e preoccupante attualità.

Secondo Ciarrocchi la transizione plausibile che conduce alla sostenibilità, nozione intergenerazionale richiamata dal legislatore – secondo il quale il passaggio deve avvenire almeno a parità di condizioni – «è un concetto fisico i cui tempi di attuazione, ove troppo rapidi, rischiano di condurci a conseguenze che dobbiamo essere in grado di gestire». Tradotto nella pratica dell’automotive, il segmento della manifattura che forse e maggiormente si presta – o è esposto – all’esempio offerto dal DG, significa, nell’idea di passare all’elettrico entro il 2035, «essere altrettanto consapevoli delle ricadute di natura energetica e occupazionale e del rischio concreto di dover chiudere buona parte della manifattura del Nord Italia attiva in quel settore». Uno scenario improponibile secondo Confindustria: «La nostra – ha aggiunto Ciarrocchi – è una posizione chiara e risaputa: affrontiamo pure la sfida ma facciamolo in modo tale che i cambiamenti che ne deriveranno non schiaccino il sistema economico-produttivo e, soprattutto, sociale».

Un tema che Confindustria Alto Adriatico, tramite LEF, l’azienda digitale modello, trasforma in azioni concrete: «Tra qualche settimana, unici in Italia, in collaborazione con Intertek e Polo Tecnologico Alto Adriatico – ha spiegato il DG, Marco Olivotto – lanceremo il percorso formativo-certificativo per il sustainability manager. Parallelamente avvieremo programmi formativi rivolti ai cosiddetti sustainability users, primi interlocutori del manager. L’obiettivo – ha aggiunto – è creare nella popolazione non ancora attiva nel mondo del lavoro, o in quella che non ha mansioni manageriali, le competenze di base, in primis legate alla mentalità e comportamenti, necessarie per l’attuazione dei progetti decisi dal sustainability manager».