Industria 4.0: cosa significa

Caratteristiche e requisiti dell’industria 4.0

Partiamo dicendo che Industria 4.0 e trasformazione digitale sono quasi sinonimi: di fatto il termine Industria 4.0 è stato coniato intorno al 2013 in occasione del Hannover Messe per identificare tutta una serie di trend, allora già presenti, che afferivano al mondo della digitalizzazione.

Nato nel contesto tedesco della fiera, il termine industria 4.0 è diventato col tempo il modo europeo di definire l’insieme di business e applicazioni che ruotano attorno al digitale.

In Italia ha assunto un peso istituzionale a partire dal 2017, anno in cui il Governo ha varato il Piano Nazionale Industria 4.0 e cioè un insieme di incentivi (iper e super ammortamento, credito all’innovazione, credito d’imposta, patent box e accellerazione start up) a supporto delle aziende al fine di favorire la diffusione della digitalizzazione e l’innovazione.

Cosa prevede il piano nazionale per l’industria 4.0

Il Piano Industria 4.0 è un insieme di misure organiche e complementari a favore delle aziende manifatturiere (e non solo) che vogliano cogliere le opportunità legate alla quarta rivoluzione industriale, si tratta in particolare di incentivi volti a favorire gli investimenti per l’innovazione e per la competitività delle imprese italiane.

L’aspetto innovativo del Piano riguarda anche la modalità di erogazione dei benefici, non si tratta infatti di bandi o incentivi da gestire tramite sportello pubblico, bensì si tratta di misure che ogni azienda può attivare in modo automatico e senza vincoli dimensionali, settoriali o territoriali.

Altro contesto normativo, in fatto di incentivi alle aziende per la digitalizzazione e l’innovazione, è il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR, in inglese National Recovery and Resilience Plan, spesso abbreviato in Recovery Plan o NRRP). Questo secondo Piano, approvato nel 2021 dall’Italia, fa parte di un programma più ampio a livello europeo noto come Next Generation EU e si basa su un fondo da 750 miliardi di euro, stanziati dall’Unione Europea per la ripresa europea post Covid-19. All’Italia sono stati assegnati 191,5 miliardi, di cui 70 miliardi (il 25%) in sovvenzioni a fondo perduto e 121 miliardi (il 63%) in prestiti, da utilizzare per rilanciarne l’economia dopo la pandemia e permettere lo sviluppo verde e digitale del Paese.

Gli incentivi Industria 4.0 e legge di bilancio

Dal 2017 ad oggi, l’impianto originario e la tipologia di agevolazioni previste già nella prima stesura del Piano Nazionale Industria 4.0 sono rimasti sostanzialmente invariati. Ogni anno però, con l’approvazione della legge di bilancio, le agevolazioni previste dal Piano, i requisiti e le disposizioni attuative degli specifici incentivi previsti dal Piano subiscono una serie di revisioni, integrazioni, evoluzioni o mancate proroghe. Quest’ultimo è il caso di iper e super ammortamento, misure che sono state sospese per mancata proroga in legge di bilancio (l’ultima mancata proroga ha riguardato proprio il superammortamento con la legge di bilancio 2022).

L’iperammortamento e il superammortamento erano dei meccanismi di supervalutazione (maggior ammortamento nella misura del 250% e 140%) degli investimenti in beni materiali, strumentali e immateriali (software e sistemi IT) acquistati nuovi o in leasing, abilitanti la trasformazione in chiave 4.0. Queste misure, non prorogate con le successive leggi di bilancio, sono state in parte sostituite dal credito d’imposta 4.0.

I benefici ad oggi confermati nell’ambito del Piano Nazionale Industria 4.0 a favore delle aziende che vogliono evolvere in ambito digitalizzazione e innovazione sono:

    • credito d’imposta per investimenti in beni strumentali 4.0 funzionali alla trasformazione tecnologica e digitale delle imprese;
    • credito d’imposta per la formazione 4.0 e cioè a fronte di spese di formazione del personale dipendente finalizzate all’acquisizione o al consolidamento delle competenze nelle tecnologie rilevanti per la trasformazione tecnologica e digitale previste dal Piano Nazionale Impresa 4.0;
    • accesso al credito agevolato per l’aquisto di beni strumentali (nuova sabatini) materiali e immateriali, ivi compresi software e tecnologie digitali.

 

Tutti gli incentivi previsti dal Ministero dello Sviluppo Economico e successive modifiche, sono visionabili a questo link.

Digitalizzazione: software, gestionali e intelligenza artificiale

Nelle diverse misure messe in atto dal Governo nell’ambito del Piano Industria 4.0, vi è la piena consapevolezza che la digitalizzazione riguarda sì beni strumentali, macchinari e altri investimenti materiali, ma molto di più o comunque in stretta correlazione anche beni immateriali, software, tecnologie abilitanti e formazione di nuove competenze.

Per questo motivo i diversi incentivi non trascurano, anzi tengono ben conto, di tutto ciò che concretamente vuol dire trasformazione digitale in azienda.

Ad esempio tra le tematiche della formazione 4.0 troviamo:

    • big data e analisi dei dati;
    • cloud e fog computing;
    • cyber security;
    • simulazione e sistemi cyber-fisici;
    • prototipazione rapida;
    • sistemi di visualizzazione, realtà virtuale (rv) e realtà aumentata (ra);
    • robotica avanzata e collaborativa;
    • interfaccia uomo macchina;
    • manifattura additiva (o stampa tridimensionale);
    • internet delle cose e delle macchine;
    • integrazione digitale dei processi aziendali.

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