PA digitale

La soluzione introduce logiche di Bpm (Business Process Management, gestione strutturata e orchestrata dei processi) e Rpa (Robotic Process Automation, automazione delle attività ripetitive tramite software), insieme a workflow guidati, per supportare le attività amministrative, documentali e di reporting verso Mimit e Unione europea, con una riduzione stimata dell’impegno gestionale di almeno il 50% rispetto a una gestione manuale.

In parole semplici, il Bpm è un metodo che aiuta le organizzazioni a comprendere e migliorare le proprie attività, superando il “si è sempre fatto così” attraverso l’analisi e l’ottimizzazione dei processi. Consente di individuare rallentamenti, passaggi inutili o duplicazioni, rendendo il lavoro più semplice, veloce e uniforme.

Il robotic process automation interviene invece automatizzando le attività ripetitive e a basso valore aggiunto, come inserimento dati o gestione di comunicazioni standard. In questo modo, le persone possono concentrarsi su attività che richiedono competenze, decisione e relazione.


«Con questa piattaforma compiamo un salto di qualità nella gestione della rendicontazione pubblica – dichiara l’Amministratore unico di Insiel, Diego Antonini –. Non si tratta solo di digitalizzare procedure esistenti, ma di ripensarle in chiave strutturata e automatizzata, riducendo drasticamente il carico operativo e aumentando al tempo stesso trasparenza, controllo e affidabilità dei dati. È un modello concreto di come l’innovazione possa rendere la Pubblica Amministrazione più efficiente, sostenibile e capace di rispondere con tempestività alle richieste dei programmi europei».

«Intervenire sull’organizzazione della Pubblica amministrazione significa agire sul funzionamento concreto del sistema Paese – spiega Michelangelo Agrusti, Presidente di Confindustria Alto Adriatico e LEF –. In questo progetto abbiamo portato un approccio industriale alla gestione amministrativa, lavorando su metodo, responsabilità e tecnologie per rendere le attività più semplici e sostenibili nel tempo. È un passaggio necessario: la trasformazione digitale genera valore solo quando si traduce in assetti operativi chiari, capaci di liberare risorse e migliorare la qualità del lavoro».

«Abbiamo costruito un sistema su misura, capace di governare processi complessi – spiega Marco Olivotto, Direttore Generale di LEF – e distribuire in modo ordinato le attività tra tutti gli attori coinvolti, intervenendo in particolare sui passaggi più critici e ripetitivi grazie alla robotic process automation, con un miglioramento concreto di qualità, tracciabilità e affidabilità dei dati; il risultato è un modello operativo più solido che consente di rispettare tempi e requisiti senza generare carichi aggiuntivi non sostenibili».


L’iniziativa si inserisce nelle attività di Edih-PAI (Public Administration Intelligence), finanziato dal fondo NextGenerationEU dell’Unione europea per guidare le Pubbliche amministrazioni e le organizzazioni della social economy verso una trasformazione digitale significativa e sostenibile, creando un ecosistema di innovazione che favorisca l’interazione tra i soggetti coinvolti. Si rivolge alle Pubbliche amministrazioni, alle Piccole medie Imprese, alle cooperative, alle imprese sociali e ai cittadini come un hub che integra formazione, consulenza e networking e servizi personalizzati, promuovendo l’adozione di soluzioni digitali che migliorino l’efficienza e la qualità dei servizi.

Condividi