ILCAM Group ha scelto di affrontare l’Intelligenza Artificiale Generativa come una leva di innovazione dei processi, prima ancora che come una nuova tecnologia da introdurre in azienda.
LEF ha accompagnato il Gruppo in un percorso progressivo, costruito a partire dalla formazione e dalla conoscenza dei processi interni per individuare gli ambiti nei quali l’AI potesse generare un contributo concreto. Il lavoro ha combinato sviluppo delle competenze, individuazione dei casi d’uso, sperimentazione e applicazione, con l’obiettivo di creare le condizioni per un utilizzo consapevole, strutturato e sempre più autonomo degli strumenti di AI Generativa.
Tra gli elementi chiave del percorso:
ILCAM Group è il primo produttore europeo di componenti per mobili e si rivolge a produttori di arredamento, distributori di componenti, rivenditori e aziende attive nelle forniture contract.
Il Gruppo integra le competenze di sei realtà industriali specializzate, che mettono a sistema tecnologie e lavorazioni complementari:
L’integrazione di competenze differenti consente a ILCAM Group di presidiare una filiera industriale articolata e di offrire un’ampia gamma di soluzioni per il settore dell’arredamento.
IlCAM Group ha scelto di investire nell’Intelligenza Artificiale Generativa non come iniziativa isolata, ma come ulteriore leva per evolvere i processi, sviluppare nuove competenze e rafforzare la capacità dell’organizzazione di innovare.
Il percorso sviluppato con LEF parte da una scelta precisa: prima dell’applicazione viene la comprensione della tecnologia.
Come sottolinea Giorgio Benedetti, Chief Information Officer di ILCAM Group, la formazione è essenziale per comprendere le potenzialità dell’AI Generativa e, soprattutto, per riuscire a immaginarne applicazioni realmente utili. L’elemento determinante è la conoscenza dell’azienda: sono i processi, le esigenze e le competenze interne a permettere di individuare casi d’uso coerenti con il contesto industriale.
Su queste basi LEF ha strutturato un percorso articolato in più fasi. Alla formazione iniziale è seguito il lavoro con le funzioni aziendali per individuare processi e attività sui quali sperimentare l’AI, arrivando allo sviluppo di Proof of Concept e di specifici casi d’uso. Tra questi, un’applicazione basata sull’AI Generativa a supporto delle attività di Vendite e Customer Service, accompagnata dal trasferimento di competenze al team IT.
Il percorso è proseguito ampliando il lavoro a nuovi casi d’uso e approfondendo aspetti determinanti per un’adozione strutturata dell’AI, dal prompt engineering alla definizione del contesto e dei vincoli entro i quali i modelli devono operare. Un tema centrale anche nella testimonianza di Benedetti: per ottenere risposte utilizzabili e sufficientemente ripetibili, è necessario saper costruire prompt efficaci e definire con precisione perimetro, informazioni e regole della conversazione con l’AI.
La testimonianza restituisce inoltre un’organizzazione nella quale l’Intelligenza Artificiale trova già applicazione in ambiti differenti: dalla produzione di contenuti e materiali per clienti, fiere e presentazioni di prodotto, alla generazione di immagini e video in grado – in alcuni casi – di ridurre il ricorso alla prototipazione fisica. L’AI viene utilizzata anche nell’analisi di grandi volumi di log applicativi e come supporto alle analisi di trend di breve e medio periodo funzionali alle decisioni sulle scorte.
Un percorso che evidenzia come l’AI, se integrata con metodo e conoscenza dei processi, possa diventare una leva strutturale di innovazione e competitività.
Intervista a cura di Massimo Boni, Capo Ufficio Stampa Confindustria Alto Adriatico e LEF.