Digital Transformation per le PMI: 100 milioni a disposizione

È disponibile il contributo / finanziamento per la trasformazione digitale e tecnologica per le PMI che può essere richiesto a partire dal 15 dicembre 2020. La misura è utilizzabile per finanziare l’innovazione e consente un contributo del 50% e può essere eventualmente sommata alle altre iniziative di finanziamento quali:

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Beneficiari:

Sia le singole PMI che gruppi di PMI (massimo 10), realizzando progetti in collaborazione con un DIH (Digital Innovation Hub) come soggetto promotore o capofila.

Approfittare del bando e avviare la trasformazione digitale e tecnologica della tua impresa significa:

  • Essere più competitivo nei mercati internazionali
  • Continuità delle fasi lavorative garantita
  • Sprechi di tempo e di risorse ridotti
  • Rischi previsti ed evitati

Lean Experience Factory, il 1° Digital Innovation HUb italiano, è il principale punto di riferimento in materia di agevolazioni, non solo per le informazioni e il sostegno alla compilazione dei progetti, ma soprattutto come capofila di gruppi di imprese che si affacciano all’innovazione tecnologica e digitale.

Budget e durata:

I progetti devono prevedere un importo di spesa compro tra i 50 e i 500 mila euro e devono prevedere una durata non superiore a 18 mesi con possibilità di proroga di 6 mesi al massimo concessa dal Ministero.

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Progetti ammissibili:

I progetti devono essere diretti alla trasformazione tecnologica e digitale dei processi produttivi dei soggetti proponenti mediante:

  • L’implementazione di tecnologie abilitanti individuate dal Piano Nazionale Impresa 4.0;
  • L’implementazione di tecnologie relative a soluzioni tecnologiche digitali di filiera

Devono quindi prevedere la realizzazione di:

  • Attività di innovazione di processo o di innovazione dell’organizzazione;
  • Investimenti.

Perché affidarsi a Lean Experience Factory?

  • Consulenza personalizzata basata sulle esigenze della tua azienda
  • Maggiore probabilità di ottenere il finanziamento
  • Stesura del progetto di investimento
  • Assistenza tecnica in tutte le fasi propedeutiche all’ottenimento e alla liquidazione del contributo
  • Affidati a un soggetto che è già capofila di progetti di innovazione
  • Concentrati sulla tua crescita digitale, noi di LEF mettiamo risorse ed esperti

Se vuoi parlare direttamente con un esperto LEF, clicca sul pulsante e compila il form, fisserete un appuntamento telefonico senza impegno e ti racconterà come fare a richiedere i finanziamenti.

I nostri esperti in materia:
Giovanni Bernardi, Direttore Operativo LEF
Andrea Fornasier, Responsabile di LEF e del Digital Innovation Hub Diex

LEF : il futuro dell’impresa oggi al Festival Città Impresa

Il lockdown ha accelerato i processi di digitalizzazione delle aziende e per i prossimi mesi sono attesi piani governativi di incentivazione come mai ne sono stati messi a disposizione.

Non tutte le imprese, tuttavia, sono  pronte a sfruttare l’enorme opportunità che si è generata: reingegnerizzare e snellire i processi di produzione e d’ufficio, introdurre automazione e tecnologie di frontiera (come ad esempio Machine Learning, Machine Vision, Intelligenza Artificiale, IoT, High-Performance Computing, virtualizzazione), migliorare la relazione con i clienti e aumentare l’efficienza, con un potenziale di crescita a due cifre. Chi rimane fuori rischia di essere marginalizzato. La trasformazione post-pandemia da Covid 19 ha generato una rivoluzione all’interno della società. C’è bisogno di avere una visione chiara del futuro, di immaginare i nuovi scenari, con i relativi cambiamenti organizzativi, tecnici e di relazione.

Se ne parlerà venerdì 11 settembre a Vicenza (ore 15 a Palazzo Chiericati) nel corso dell’evento “La sfida della digitalizzazione per le PMI” promosso da Lean Experience Factory nell’ambito del Festival Città Impresa.

Oltre che main speaker, LEF 4.0 è sponsor del Festival. Sarà un vero piacere per noi incontrarvi personalmente: ci potrete individuare grazie alle nostre t-shirt.

Chi sarà a Vicenza nei giorni del Festival potrà inoltre partecipare al nostro Lean & Digital Challenge e concorrere a vincere un’opportunità unica nel suo genere (l’iscrizione gratuita al corso “FUTURE OFFICE – Oltre lo Smart Office con la Lean e le Tecnologie 4.0 applicate ai processi di ufficio” del valore di 600 € a persona).

Lean manufacturing e innovazione aziendale

Al giorno d’oggi, l’innovazione è uno dei principali driver di successo aziendale. Innovare significa progettare nuovi prodotti e servizi, sviluppare modelli di business o performare quelli in vigore. Qualunque sia il risultato che ne consegue, innovazione è sinonimo di cambiamento. Sulla base di tali incoraggianti premesse, sono sempre di più le aziende che intraprendono fiduciose progetti di rinnovamento dei propri asset produttivi, pur non avendo pianificato una chiara strategia di sviluppo.  

Infatti, perché il percorso avviato sia intelligente e competitivo, due sono i settori principali su cui puntare: 

 Innovazione tecnologica: l’applicazione di strumentazione all’avanguardia, idonea a soddisfare gli obiettivi e le necessità dell’impresa. 

  • Innovazione metodologica e culturale: mettere in discussione le proprie usuali modalità di lavoro per orientarsi verso strategie e procedure operative funzionali al raggiungimento di maggior profitto. 

Anche la trasformazione digitale per risultare proficua deve basarsi su questi due assunti. Non basta rimanere aggiornati sulle ultime soluzioni in materia 4.0 ma occorre, innanzitutto, un attento lavoro di analisi e revisione dei processi aziendali, per aumentarne l’efficienza e la resa produttiva. Rendere un processo più efficiente significa ridurre gli sprechi durante lo sviluppo del prodotto, standardizzare le attività necessarie, rendere il flusso produttivo più flessibile, in modo da soddisfare eventuali variazioni della domanda. Tali sono appunto gli obiettivi del Lean Manufacturing

Da questo punto di vista l’approccio Lean costituisce una premessa necessaria all’implementazione delle nuove tecnologie. Solamente un flusso di lavoro perfezionato nei suoi assetti organizzativi e gestionali si presterà ad essere ottimizzato da strumenti digitali di ultima generazione. Altrimenti, la digitalizzazione porterà solo ad amplificarne le inefficienze. 

Cinque sono i principi fondamentali del Lean Manufacturing: 

  • Chiara identificazione del valore offerto al cliente dal proprio prodotto o servizio; 
  • Mappatura del flusso produttivo; 
  • Individuazione ed eliminazione degli sprechi lungo il flusso produttivo; 
  • Passaggio dalla logica produttiva push alla logica pull. Dalla produzione, cioè, di lotti di grandi dimensioni, volta a prevenire le possibili richieste del cliente, alla produzione di lotti di piccole dimensioni, calibrata sulla base dell’effettivo fabbisogno di mercato; 
  • Costante propensione al miglioramento e al perfezionamento; 

Sulla base di tali principi è stata elaborata una serie articolata di tecniche: modello 5S, modello Kanban, metodo Kaizen, Visual Management; etc.  

Per riuscire a trarre profitto dalla loro applicazione è indispensabile il coinvolgimento del personale aziendale a tutti i livelli operativi, dal management che coordina le diverse fasi di lavoro agli operatori coinvolti direttamente nei vari step del flusso produttivo. L’ecosistema aziendale rappresenta una totalità organizzata in cui ognuno, in virtù della funzione svolta e della propria esperienza professionale, è in prima persona potenziale artefice di innovazione. Per realizzare con successo questa sinergia non basta lo spirito collaborativo, ma occorre una solida formazione di base, estesa a ciascun componente dell’organizzazione.  

Il corso attivato da Lean Experience Factory 4.0 in collaborazione con Advance School offre a tal proposito un programma strutturato tra lezioni teoriche ed esercitazioni pratiche, finalizzato a istruire i partecipanti sui principi base del Lean Thinking. Per certificare le competenze acquisite, nella quota di partecipazione è compresa l’iscrizione all’esame Yellow Belt in Lean, organizzato da Advanced School. 

L’audit della qualità al tempo del COVID-19

L’emergenza epidemiologica da Covid-19 e il distanziamento sociale che ne è derivato hanno portato alla luce le opportunità e le risorse offerte dalle nuove tecnologie al mondo del lavoro.

Videoconferenze, smart working e collaborazioni a distanza sono oggi all’ordine del giorno e hanno obbligato le imprese a riorganizzare strategicamente i propri asset aziendali. In questo contesto, anche per i professionisti dell’audit è arrivato il momento di consolidare nuove modalità di verifica.

Sebbene riconosciuto quale metodo certificato per il controllo dei sistemi di gestione qualità dalla norma ISO 19011:2018, il remote audit ha finora trovato un impiego del tutto marginale. Tuttavia, alla luce dell’attuale situazione emergenziale, gli organismi di certificazione e gli enti di accreditamento che vogliono proseguire nell’esercizio delle loro attività, sono chiamati a rispettare le disposizioni internazionali emanate dall’International Accreditation Forum (IAF), inclusa la virtualizzazione dei processi di verifica prevista dalle linee guida pubblicate il 21 febbraio 2020 (Proposed guidelines to mitigate the impact of COVID-19 epidemic on certification and accreditation bodies – based on IAF ID3-2011).

I vantaggi offerti …

L’audit da remoto può rappresentare una valida alternativa alla valutazione in presenza, alla luce di alcuni importanti vantaggi:

  • Annullamento dei tempi e costi di trasferta per raggiungere le sedi da supervisionare, a beneficio non solo degli auditors ma anche delle organizzazioni stesse: essendo la squadra di controllo presente virtualmente solo per il tempo necessario, esse eviteranno di interrompere le proprie attività lavorative oltre lo stretto indispensabile.
  • Possibilità di accedere ad un numero illimitato di dati, documenti e informazioni, grazie alle nuove tecnologie di comunicazione e sistemi di trasferimento dati;
  • Il lavoro del team di controllo sarà più veloce ed efficiente. Operando dal proprio ufficio, gli auditors avranno a disposizione tutti i comfort e gli strumenti necessari per svolgere al meglio il proprio lavoro;

… e gli ostacoli da superare

Tuttavia, bisogna tener conto che dalla digitalizzazione delle attività di controllo qualità possono conseguire anche diverse difficoltà:

  • Problemi con la tecnologia. A volte le connessioni di rete non sono molto affidabili, interrompendo o rallentando interviste in corso.
  • Gestione della privacy aziendale, resa piuttosto delicata dall’accesso da remoto ai dati dell’organizzazione;
  • Scarsa formazione ed esperienza da parte degli auditors nel condurre correttamente la propria attività in modo virtuale, con conseguente incapacità di raccogliere informazioni sufficienti per svolgere un audit completo e obiettivo;
  • Mancanza di coinvolgimento del personale intervistato e conseguente inefficacia delle interviste.

Come risolverli

Il momento di interazione con il personale aziendale, già di per sé molto delicato, necessita dunque di essere strutturato e condotto con maggiore attenzione rispetto agli audit svolti in loco. L’utilizzo di una tecnologia sicura e affidabile non è sufficiente per garantire la piena riuscita di un controllo a distanza, occorre anche che l’auditor possegga adeguate capacità relazionali nel condurre interviste e riunioni virtuali, nonché necessarie competenze nell’ambito delle ICT, come previsto dallo standard IAF MD 4:2018 (IAF Mandatory Document for the Use of Information and Communication Technology for Auditing/Assessment Purposes).

Il corso erogato da ANGQ in collaborazione con Lean Experience Factory 4.0 nasce appunto per soddisfare tali esigenze. Il partecipante potrà confrontarsi in prima persona con alcune delle tecnologie abilitanti dell’Industria 4.0, interagire dal vivo con managers e operatori distribuiti in due spazi (l’ufficio e la fabbrica digitale) per raccogliere tutte le evidenze e le informazioni necessarie a svolgere un completo audit da remoto, sotto la guida di professionisti esperti.

Dopo il successo della prima edizione, un nuovo programma del corso verrà erogato in due giornate a partire dal 26 settembre 2020.

Misure di incentivazione per le imprese in materia di innovazione e sicurezza nei luoghi di lavoro

1. Sostegno alle imprese in materia di sicurezza nei luoghi di lavoro strettamente legata all’emergenza epidemiologica

È prevista la concessione di contributi a fondo perduto a micro, piccole e medie imprese delle attività produttive, appartenenti ai settori individuati nel bando, per sostenerne la competitività e l’innovazione tecnologica, finanziando i seguenti investimenti tecnologici e attività:

  1. l’acquisto di dispositivi di protezione individuale, di attrezzature e apparecchi per la sicurezza nei luoghi di lavoro, compreso l’acquisto di hardware, software e impianti per i sistemi di controllo atti a garantire il rispetto delle misure di sicurezza e di distanziamento sociale nei luoghi di lavoro;
  2. l’acquisto o il leasing di macchinari e attrezzature per la disinfezione, sanificazione e sterilizzazione degli ambienti o strumenti di lavoro;
  3. l’acquisizione dei servizi di cui alla lettera b) da imprese specializzate;
  4. l’acquisizione di competenze specifiche in materia di protezione e sicurezza nei luoghi di lavoro mediante la frequenza da parte dei datori di lavoro e dei dipendenti a corsi di formazione o mediante l’acquisizione di consulenze specialistiche.

Sono inoltre finanziabili le iniziative che prevedono l’acquisto di software e hardware e servizi specialistici per le medesime finalità di sostegno alla competitività e innovazione e al fine ulteriore di promuovere lo sviluppo di soluzioni di e-commerce attraverso strumenti di digitalizzazione.

Le domande potranno essere presentate da mercoledì 15 luglio fino al prossimo 31 agosto. Il bando segue la procedura valutativa a sportello secondo l’ordine cronologico di presentazione fino a esaurimento delle risorse disponibili.

I programmi di investimento dovranno avere durata non superiore a 12 mesi dalla data di ricevimento del decreto di concessione. I contributi sono concessi anche per quelle attività che, iniziate a partire dal 23 febbraio scorso, non si sono ancora concluse e prevedono una copertura di spesa pari al 50% degli importi giudicati ammissibili.

I fondi disponibili ammontano a circa 9 milioni di €.

Il limite minimo di spesa è fissato in 5.000 euro, quello massimo in 150.000 euro. È prevista anche una liquidazione in via anticipata fino al 70% dell’importo concesso.

2. Sostegno all’innovazione di processo e dell’organizzazione

È prevista la concessione di contributi a fondo perduto alle micro, piccole, medie e grandi imprese del settore manifatturiero e terziario e alle realtà che operano nelle aree di specializzazione regionale dell’agroalimentare, delle tecnologie marittime, della sanità intelligente, lo smart health, o rientrano nelle filiere produttive strategiche legate alla metalmeccanica e al sistema casa.

In particolare, sono finanziate le seguenti iniziative:

  1. a) la diversificazione delle modalità di approvvigionamento delle materie prime e semilavorati;
  2. b) la riconfigurazione dei processi produttivi compresa la riconversione produttiva;
  3. c) la rimodulazione dei processi distributivi;
  4. d) l’adozione di nuovi modelli organizzativi e gestionali delle imprese.

Le attività di innovazione di processo e dell’organizzazione possono essere svolte anche tramite contratti stipulati con università, centri ed enti di ricerca, nonché con imprese operanti nell’ambito dell’innovazione e della ricerca.

Sono ammissibili anche i costi per personale, attrezzature, consulenze e servizi, beni immateriali, materiali.

Il limite di spesa minimo è fissato per

  • le piccole imprese in 30mila euro,
  • le medie impresa a 75mila euro
  • le imprese di grandi dimensioni a 150mila euro.

L’intensità di aiuto è pari al:

  • 60% per le micro e piccole imprese,
  • 45% per le medie,
  • 25% per le grandi realtà aziendali.

I fondi disponibili ammontano a circa 8,9 milioni di €.
Le domande potranno essere presentate a partire da martedì 21 luglio fino al prossimo 15 settembre.

Al fine di semplificare e accelerare le procedure amministrative riducendo gli adempimenti a carico delle imprese, i contributi saranno concessi con procedura valutativa a sportello.

Il magazzino senza errori con il pick-to-light

La gestione di un magazzino si presta particolarmente bene a progressivi miglioramenti di efficienza, che possono venire sia da accorgimenti operativi sia dall’introduzione di nuovi strumenti tecnici. Tuttavia, la vera sfida è quella di introdurre cambiamenti capaci di generare efficienze più che proporzionali rispetto alle risorse investite.

Uno dei principali vantaggi dell’automazione nella gestione del magazzino è proprio la possibilità di misurare l’attività e valutare i costi delle differenti voci della gestione logistica, spesso difficili da rilevare quando prevalgono la manualità e i moduli cartacei.

La trasformazione digitale nella logistica è un processo facilmente modulabile in funzione delle dimensioni e dell’operatività della singola azienda, con molteplici soluzioni intermedie tra la gestione tradizionale e i magazzini automatici impiegati per i grandi volumi di movimentazione.

La trasformazione digitale delle PMI

La semplice introduzione di concetti di lean management a livello organizzativo e di sistemi di etichettatura, lettura e tracciamento digitale permette di velocizzare il servizio, ridurre gli errori e ottimizzare i carichi di lavoro.

Un esempio illuminante (alla lettera) sono i sistemi Pick-to-light (“Segui la luce”).

Questi sistemi prevedono l’installazione di luci e display sulle scaffalature, per indicare agli operatori la posizione e la quantità esatta di articoli da prelevare per completare l’ordine. I dispositivi sono personalizzabili, per esempio abbinando un colore diverso a funzioni diverse oppure ai singoli operatori, e si collegano direttamente al software di gestione del magazzino, che coordina le indicazioni e aggiorna i differenti report a esso collegati: dall’evasione degli ordini all’inventario e alla localizzazione in tempo reale di merci e addetti.

I principali vantaggi del Pick-to-light sono una maggiore agilità nelle procedure di prelievo, grazie all’ottimizzazione dei percorsi e dei tempi di allestimento degli ordini, e l’abbattimento del numero di errori. Si tratta quindi di una forma di digitalizzazione che può essere introdotta con relativa facilità, ma che consente di migliorare un aspetto cruciale del magazzino, perché ogni errore genera inconvenienti a cascata: perdite di tempo, arresto della produzione, smarrimento della merce, rischio di deperimento, ritardo nelle consegne, fino alla possibile cancellazione degli ordini e ai costi aggiuntivi legati alle spese di restituzione o alle penali.

Dal Pick-to-light al Put-to-light

I sistemi Pick-to-light consentono di ottimizzare tutte l’attività di magazzino. Il controllo digitale dei flussi permette di tracciare le operazioni di prelievo senza necessità di imputare manualmente i dati, attraverso sensori o interruttori posti sugli scaffali. Le liste possono essere ottimizzate, attraverso raggruppamenti coerenti per ordini o per operatori, e possono essere gestite più liste contemporaneamente senza intralcio, grazie a luci di colore diverso per le diverse operazioni. È possibile visualizzare una mappa della posizione fisica dell’operatore e del materiale da prelevare, a servizio dell’operatore stesso, attraverso tablet o altri dispositivi, in modo da rendere più facile l’orientamento all’interno del magazzino in particolare di aree a più corsie, con layout simili.

La logica “Segui la luce” può funzionare sia lato prelievo sia lato deposito. In quest’ultimo caso, il sistema si chiama Put-to-light e consente di guidare il riempimento degli scaffali con gli stessi strumenti che guidano il prelievo: le indicazioni luminose o i display indicheranno agli addetti il percorso da seguire, in funzione delle merci da posizionare, dove collocare i diversi articoli e in quali quantità. Garantendo al contempo l’aggiornamento in tempo reale dell’inventario.

Ripensare i magazzini nell’era di Amazon

Le attività di magazzino rappresentano uno degli asset aziendali più importanti, per il loro impatto trasversale sull’organizzazione e per la loro incidenza sui costi operativi.

La rivoluzione dei modelli di consumo a valle, cioè da parte degli acquirenti privati di beni e servizi, ha fatto crescere i costi della logistica dell’8,8% anno su anno, secondo la società di consulenza Adacta, a causa di ordini progressivamente più piccoli, parcellizzati, con panieri di articoli continuamente diversi e con aspettativa di consegna entro le 24/48 ore, in linea con i tempi dell’e-commerce modello Amazon.

La pressione che ne deriva su tutta la filiera della logistica è in crescita costante e rende sempre più onerose le inefficienze: avere problemi nel trovare la merce velocemente o accumulare scorte che occupano spazio e rischiano di diventare obsolete costa caro sia economicamente sia in termini di qualità del servizio al cliente e, quindi, di difesa delle quote di mercato.

È perciò di fondamentale importanza individuare soluzioni organizzative e tecnologiche che consentano di migliorare l’efficacia e la produttività delle attività di magazzino, dai sistemi di stoccaggio e trasporto fino ai sistemi di lettura, etichettatura e software.

Per ottimizzare queste attività, occorre intervenire in maniera organica sul sistema logistico dell’impresa, mettendo sotto osservazione gli aspetti organizzativi, i sistemi tecnologici e le competenze del personale.

Ottimizzare i flussi di magazzino

Il primo elemento da prendere in esame è l’ottimizzazione dei tempi legati alla movimentazione della merce, dato che da questo dipende direttamente il livello di servizio al cliente. La tempistica rileva sia per quanto riguarda le azioni di carico e scarico sia per una corretta gestione delle entrate e delle uscite.

L’inventario in tempo reale

Il secondo elemento chiave riguarda la gestione dell’inventario: soltanto un sistema di aggiornamento in tempo reale e privo di errori permette di conoscere in ogni momento la situazione della merce a magazzino, l’entità delle rimanenze e i tempi di giacenza. Un’organizzazione coerente dell’inventario permette di gestire al meglio gli ordini e gli approvvigionamenti e di minimizzare il rischio di obsolescenza delle giacenze.

Automazione dialogante

La gestione del magazzino si basa su operazioni ripetitive all’interno di un’area delimitata, un contesto in cui è possibile massimizzare le potenzialità dell’automazione, attraverso sistemi di gestione del magazzino (Wms), che consentono di monitorare il movimento delle materie prime, e piattaforme Erp, che automatizzano i processi di business su tutta la linea: dalla gestione dei clienti alla contabilità, acquisti, gestione scorte, eccetera. Naturalmente, quanto maggiore sarà la capacità di dialogo tra i due sistemi, tanto più sarà possibile eliminare gli interventi manuali, ridurre gli errori e ottimizzare i tempi dei flussi di magazzino, aumentando le prestazioni di tutte le movimentazioni in entrata e uscita.

Ridefinire le competenze umane

L’adozione di strumenti e processi automatizzati richiede anche un’evoluzione nelle competenze degli operatori. La logistica di magazzino richiede personale competente, con elevati livelli di formazione, che sia in grado di pianificare, strutturare e monitorare in autonomia la movimentazione della merce. Questo comporta una ridefinizione della componente umana al servizio del magazzino, con la possibilità di ridurre la necessità di personale dedicato ad attività ripetitive di movimentazione delle merci, a favore di attività di gestione e controllo a maggior valore aggiunto, che permettono a un singolo operatore di sovrintendere a un numero di operazioni più elevato.

La pandemia fa bene all’automazione

«Con il Covid-19, quel futuro noto agli economisti come quarta rivoluzione industriale, impastato di intelligenza artificiale, robot, big data, all’improvviso è diventato un po’ più il nostro presente», ha scritto di recente Il Sole 24 Ore.

Il rischio sanitario ha rivoluzionato le pratiche lavorative e gli ambienti di lavoro, imprimendo un’accelerazione improvvisa ai processi di digital transformation, che fino a ieri appartenevano a un numero limitato di imprese.

Passare da un’organizzazione del lavoro tradizionale alla smart factory, capace di sfruttare l’automazione, l’internet delle cose, la realtà aumentata, la digitalizzazione, genera una serie di vantaggi competitivi difficilmente raggiungibili con le tecnologie compartimentate cui eravamo abituati.

Più produzione, meno incidenti

Rilevare le informazioni relative a tutto il processo produttivo ed elaborarle in cloud con algoritmi di intelligenza artificiale consente di ottimizzare la produzione, attraverso la rilevazione di eventuali inefficienze e criticità e l’adozione in automatico della modalità produttiva più efficiente.

L’impiego della robotica collaborativa, che fa dialogare macchine e persone, permette di massimizzare l’efficienza produttiva e migliorare la sicurezza dei lavoratori, assegnando ai robot lavori di massima precisione, attività ripetitive e mansioni pericolose.

Migliorare i prodotti e i processi decisionali

L’ottimizzazione del processo produttivo, unita a un controllo qualità gestito con tecnologie di gestione predittiva dei macchinari, riduce sensibilmente i costi dell’intero processo, perché l’automazione permette di produrre di più e meglio: abbassa drasticamente la difettosità e riduce il numero degli interventi di manutenzione e i tempi di fermo macchia.

Inoltre, l’impiego di strumenti di analisi di dati permette di usare l’intelligenza artificiale a supporto dei processi decisionali, favorendo l’efficienza e integrando al meglio le diverse modalità operative della popolazione aziendale, dal lavoro in presenza al lavoro in mobilità allo smart working.

Molti osservatori lamentano la scarsa visione sull’innovazione da parte delle politiche pubbliche, ma anche di gran parte del mondo industriale: l’emergenza Covid-19 potrebbe generare quella spinta che mancava per fare il salto verso la digitalizzazione.

Iniziativa di solidarietà digitale: Kiber

Iniziativa di solidarietà digitale

In questo difficile periodo legato all’emergenza COVID-19, Kiber supporta gli operatori del servizio sanitario e dell’industria nelle loro attività aderendo all’iniziativa di Solidarietà Digitale promossa dal Ministero dell’Innovazione e della Digitalizzazione, con la distribuzione e attivazione gratuita per 3 mesi dell’App Kiber 3 Field.

Kiber 3 Field App

Kiber 3 Field App, disponibile su Android e IoS, è la soluzione di realtà aumentata che permette di eseguire dal proprio smartphone operazioni complesse coinvolgendo, in maniera semplice, esperti da remoto per supporto e guidance. Questa app, rilasciata recentemente online, rappresenta la versione “semplificata” di un prodotto assai più complesso che da anni VRMedia mette a disposizione di grandi realtà come BH (Baker Hughes, GE Oil&Gas) o di importanti partner come RINA: con Kiber 3 Field l’operatore sul campo attraverso il proprio smartphone può scambiare informazioni, farsi guidare o consultarsi con esperti da remoto per eseguire operazioni di vario tipo – consulti medici, manutenzioni, ispezioni, attività di training, ecc.
Kiber 3 Field offre molto più di un sistema di conferenza, la piattaforma è infatti parte di un vero e proprio sistema di collaborazione da remoto che può portare sino a 3 esperti connessi da luoghi diversi a supporto dell’operatore sul campo. L’operatore sul campo e gli esperti remoti, interagiscono attraverso un’area di collaborazione condivisa grazie al live streaming, si scambiano con chiarezza le informazioni condividendo la propria visione e aggiungendo all’interazione audio/video annotazioni visive e commenti in tempo reale sui fermi immagine condivisi.
La piattaforma Kiber, progettata per linee satellitari, funziona anche nelle location più sperdute con il solo EDGE, consuma pochissima banda non penalizzando le persone/imprese in termini di consumo dei dati. Il consumo della banda è infatti controllabile e permette sia di poter adattare il livello di qualità della comunicazione alla banda disponibile, sia di ridurre intenzionalmente il consumo qualora fosse opportuno per motivi di carico sulla rete o di costo della connessione.
Con Kiber 3 Field la comunicazione è cyber-sicura, un sistema asimmetrico di criptografia, già testato da grandi aziende, consente uno scambio di dati a prova di penetrazione. Kiber utilizza inoltre un sistema di comunicazione firewall-friendly che non richiede particolari interventi ICT per il suo utilizzo.

Kiber System

Kiber System è la piattaforma per la creazione di nuovi spazi e forme di collaborazione da remoto. Kiber è la soluzione integrata di Hardware e Software a tecnologia AR: un sistema indossabile plug&play progettato per migliorare le performance degli operatori sul campo portando l’expertise aziendale a supporto da remoto in maniera efficace ed istantanea.
Kiber System è flessibile nelle configurazioni dei dispositivi a disposizione dell’operatore sul campo – dalla configurazione premium con Smart Helmet e handcam a quella basic con smartphone/tablet passando per soluzioni tailor-made con smart glasses – che si connettono automaticamente alla rete e attivano un canale
di comunicazione cyber-sicuro con gli esperti remoti.
Le soluzioni integrate di Kiber aiutano a migliorare la produttività aziendale e a ridurre tempi e costi legati ad attività ordinarie e straordinarie quali ispezione o manutenzione, elevando la qualità dei processi e incrementando la sicurezza generale.

Kiber3 Field App Iniziativa di solidarietà digitale: Kiber

Chi è Kiber

Kiber è un progetto di VRMedia – azienda spin-off della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, fondata da un gruppo di ricercatori del mondo AR/VR – per fornire al settore Industriale nuove soluzioni tecnologiche di Realtà Aumentata. Qui il Company Profile di Kiber oppure visita direttamente il sito web di Kiber.

3 borse di studio per Executive MBA in Business Innovation

3 BORSE DI STUDIO DEDICATE AD AZIENDE PER LA PARTECIPAZIONE DI UN PROPRIO CANDIDATO AL NUOVO EXECUTIVE MBA IN BUSINESS INNOVATION, SCADENZA 20 DICEMBRE

Un’agevolazione esclusiva, del valore di € 12.000, per portare in azienda nuove competenze in ambito di innovazione aziendale deep tech-driven, dai big data alla IA, dalla robotica alle piattaforme di op en innovation, dal design thinking alla lean transform ation.

Presentazione

Grazie ad una nuova partnership tra Unindustria Pordenone, Lean Experience Factory e MIB School of Trieste vi è la possibilità di formare un proprio imprenditore o manager d’impresa, in modalità economicamente agevolata, sulle nuove tecnologie, i processi aziendali e le trasformazione dei modelli di business, attraverso la partecipazione ad un Executive Master.

Il Master

Si tratta di un nuovo modello di EMBA – Executive MBA in Business Innovation, realizzato da Mib School of Management di Trieste, in collaborazione anche con Ambrosetti.

Il Master:

  • è in lingua inglese;
  • è certificato a livello internazionale (solo il 2% delle Business School al mondo ha ottenuto l’accreditamento);
  • inizia il 27 gennaio 2020, con durata complessiva nell’arco di 24 mesi;
  • è in formula part-time per lavoratori, per ridurre al minimo l’impatto dell’assenza della persona dall’attività aziendale, garantendo invece un incremento delle performance lavorative;
  • ha sede tra Trieste (3 settimane residenziali distanziate), Milano (The European House Ambrosetti e Venture Factory), Venezia (Digital Capability Center), Padova (Galileo Visonary District).

Il programma di Master è altamente innovativo ed è finalizzato all’aumento dell’agilità dei processi aziendali e alla trasformazione dei modelli di business dell’azienda grazie alle opportunità offerte dalle nuove tecnologie deep tech-driven, dai big data alla IA, dalla robotica alle piattaforme di open innovation, dal design thinking alla lean transformation.

Ulteriori dettagli sul Master

L’agevolazione

Consiste in 3 borse di studio del valore di € 12.000,00 ciascuna, messe a disposizione tramite Lean Experience Factory. Ogni borsa di studio rappresenta un risparmio del 40% sul costo totale del Master.

Chi può richiedere l’agevolazione

Le aziende possono manifestare l’interesse a candidarsi a questa agevolazione per proprio conto, oppure segnalare quello dell’imprenditore o del manager d’impresa, eventualmente interessato anche a titolo personale. L’ottenimento della borsa di studio è naturalmente subordinata all’ammissione del candidato al Master, che avverrà su selezione degli organizzatori del Master, secondo i seguenti principali requisiti personali:

  • laurea o diploma universitario;
  • almeno 3 anni di esperienza lavorativa;
  • piena comprensione della lingua inglese.

Scadenze

L’iscrizione al Master è prevista entro gennaio 2020. Per la borsa di studio è necessario manifestare l’interesse, contattando Lean Experience Factory entro lunedì 2 dicembre 2019.

Contatti per informazione e per la manifestazione d’interesse
Le aziende interessate, per richiesta informazioni o manifestazione di interesse, possono rivolgersi a:

Lean Experience Factory
Bernardi Giovanni
Responsabile Operations
Email: [email protected]
Tel: 0434 858756
Cell: 340 2252305

Altri documenti